Cerca
Close this search box.

Cosa vedere a Vercelli in un giorno. Un itinerario a piedi nella capitale europea del riso

Capitale europea del riso, Città delle 8 ore e Città dei 7 scudetti, in una sola parola: Vercelli. Una città con un ricco patrimonio artistico e culturale, dove si mangia bene (spoiler: il piatto più famoso della gastronomia vercellese è a base di riso, qui si producono dei biscottini speziati che sono la fine del mondo) e si può trascorrere una piacevole giornata. E se non ci credete, sarò felice di smentirvi. 

Circondata da risaie (bellissime da percorrere in bicicletta quando sono allagate da metà aprile a metà maggio), Vercelli è da sempre un importante centro agricolo e commerciale, principalmente per quanto riguarda il commercio del riso in tutta Europa. Qui si trova inoltre la CRA-RIS già Stazione sperimentale di Risicoltura e delle Coltivazioni irrigue e la Borsa azionaria del Riso più importante d’Italia. Per tutto questo Vercelli non poteva non meritarsi il soprannome di capitale europea del riso, anche se talvolta questo riso si è rivelato amaro (come nel celebre film di De Santis con Silvana Mangano).

E c’entra sempre il riso nel soprannome di città delle 8 ore. È infatti a Vercelli che si raggiunse il traguardo delle 8 ore lavorative, fissando un limite che viene rispettato ancora oggi: dopo diversi scioperi (come quello famoso del 1° giugno 1906) e agitazioni, chi lavorava alla monda del riso ottenne la riduzione dell’orario di lavoro a 8 ore giornaliere. Questa conquista venne poi sancita per legge nel 1919, ma a Vercelli e zone limitrofe c’erano arrivati già da oltre dieci anni (qui un approfondimento).

L’appellativo di città dei 7 scudetti, risale invece al periodo in cui le bianche casacche della Pro Vercelli dominavano il calcio italiano, conquistando ben 7 scudetti tra il 1908 e il 1922 (e con un po’ di fortuna potevano essere di più). La squadra era talmente forte che in un’occasione la nazionale italiana schierò 9 calciatori vercellesi su 11. Si deve tra l’altro al mitico capitano di quella Pro, Guido Ara, il detto “il calcio non è uno sport per signorine”, coniato per giustificare lo stile particolarmente energico del team piemontese.

Inoltre, intorno al centro urbano di Vercelli si estendono chilometri e chilometri di risaie, che nel periodo della semina e dell’allagamento si trasformano in un vero e proprio mare.

Una sconfinata distesa d’acqua che crea paesaggi suggestivi e ospita aree naturalistiche come il Parco delle Lame del Sesia.

WEHR-CELT: DALLA FONDAZIONE DEI CELTI ALLA CAPITALE DEL RISO

L’origine del nome Vercelli è controversa ma pare che Wehr-Celt sia stata fondata addirittura dai Celti, intorno al VI sec ac, per essere poi conquistata dai romani nel II sec. L’attuale centro storico sorge proprio sull’antico Municipium romano, di cui, purtroppo, non è rimasta alcuna testimonianza.

Affermatasi come importante arcidiocesi con Eusebio, primo vescovo del Piemonte e patrono della città, Vercelli è stata prima governata dai Longobardi, poi ha assistito alle lotte tra Guelfi e Ghibellini, fino all’arrivo dei Savoia, avvenuto nel 1713. Nel Medioevo ha avuto inizio anche la coltivazione del riso, coltura obbligata per la tipologia del terreno e la grande abbondanza di acqua e che nei secoli è stata sempre più identificata con questa città del Piemonte.

Annessa per breve periodo all’Impero Napoleonico, Vercelli ha partecipato attivamente ai moti risorgimentali e alle Guerre d’Indipendenza

Condividi:

Leggi anche:

In cammino con noi

“Il camminare presuppone che ad ogni passo il mondo cambi in qualche suo aspetto e pure che qualcosa cambi in noi” Italo Calvino Questa frase

Il cammino di Santiago per noi

Non è importante la meta, ma il cammino.(Paulo Coelho, Il cammino di Santiago) Il Cammino di Santiago è il pellegrinaggio che ha come meta la  Cattedrale di

Come pianificare il viaggio nel 2021

Per ora viaggiare è complicato, se non addirittura impossibile, ma questo non significa non poter fare progetti futuri. Ci auguriamo che articoli come questo possano